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Greenpeace, mobilità: Roma mia, sei la peggiore d’Europa!

By aprile 22, 2018 No Comments

Parliamo di mobilità, ti va? Prendo spunto dall’ultimo rapporto pubblicato da Greenpeace. Abito a Roma e spostarsi in questa città è qualcosa che ogni giorno condiziona il mio modo di vivere. E pensa che rispetto a tanti sono davvero fortunata: con i miei orari di lavoro generalmente non incontro traffico, però allo stesso tempo non potrei raggiungere la radio se non avessi un’auto. Per percorrere i 18 km che separano casa mia dagli studi con i mezzi pubblici ci vogliono circa 2 ore e 30. Quando si è rotta la mia macchina mi sono dovuta arrangiare e fidati, non sono state giornate piacevoli. Praticamente ho buttato 5 ore tra autobus e metropolitana. Decisamente troppo per me.

Muoversi a Roma: perché non posso rinunciare all’auto

Se è vero che si risparmia e che in metropolitana si può sfruttare il tempo leggendo o studiando, prova tu a leggere quando sei schiacciata tipo una sardina in scatola, con il gomito del passeggero vicino a te che ti trapassa le costole. Il tragitto estivo sulla Metro B o sul trenino che collega Ostia a Roma poi, senza aria condizionata, è un viaggio mistico. Perché ti racconto tutto questo? Perché è appena arrivata l’ennesima conferma della penosa situazione della città eterna, che di eterno ha sì il Colosseo, ma anche l’inefficienza.

Roma, panorama sui fori imperiali

Roma, panorama sui Fori Imperiali dal Campidoglio

Non ti dico neanche a quanti eventi interessanti rinuncio per la difficoltà di raggiungere certe zone in determinati orari. Vivere a Roma fin troppo spesso mi fa pensare di essere in ostaggio della città. Vuoi andare in centro con i mezzi pubblici? La metro chiude alle 23.30 mentre prendere un bus notturno che ti porti in periferia è più difficile che avvistare l’aurora boreale. I taxi? Non ho ancora vinto al Superenalotto (ma ci sto lavorando).

Mobilità: Roma fanalino di coda in Europa

Dunque è Roma il fanalino di coda per mobilità sostenibile e sicurezza stradale, mentre il primato se lo assicura la deliziosa Copenaghen. La conferma emerge dal report Living. Moving. Breathing. Ranking of European Cities in Sustainable Transport, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace. Il rapporto, utilizzando i dati relativi al 2016 (provenienti da fonti pubbliche ufficiali o direttamente dalle amministrazioni cittadine), ha comparato la performance di 13 città europee in fatto di mobilità sostenibile, assegnando a ciascuno dei parametri utilizzati – sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva – un massimo di 20 punti, per un totale potenzialmente raggiungibile di 100 punti.

Mobilità, bicicletta a Copenaghen

Copenaghen si sposta in bicicletta

Mobilità, il podio della classifica europea

  1. 57/100: Copenaghen
  2. 55/100: Amsterdam
  3. 50/100: Oslo

Sono stata in tutte queste città e posso solo confermare che i servizi pubblici sono efficienti, la mobilità sostenibile è estremamente diffusa (hai mai visto il parcheggio per le biciclette alla stazione di Amsterdam?) e di conseguenza l’aria è molto più respirabile. Prova ad andare in montagna per una settimana e poi passeggiare sul Lungotevere di Roma: c’è da sentirsi male!

Mobilità, traffico sul Lungotevere di Roma

Traffico sul Lungotevere di Roma

«Questo studio evidenzia come la mobilità sia un settore chiave per la salute, l’economia, la vivibilità e la bellezza delle città in cui viviamo; e che una mobilità diversa e migliore non è un’utopia ma una realtà che va costruita con impegno», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace. «Ci sono città che, lungi ancora dalla perfezione, hanno trasformato completamente la propria urbanistica e la propria logistica per ridurre drasticamente la mobilità privata fossile. È un obiettivo ormai comune a molti governi locali; la differenza la fa il coraggio con cui lo si persegue e, conseguentemente, gli investimenti che si mettono in campo», conclude Boraschi.

Mobilità, biciclette a Copenaghen

Biciclette parcheggiate nel centro di Copenaghen

Perchè Roma è ultima in classifica?

Oltre all’esperienza che ogni romano può testimoniare ci sono i dati. E sono impietosi. Proviamo a fare un gioco:

  • Domanda: “A Roma c’è quasi sempre il sole, potresti utilizzare una bicicletta”
  • Risposta: “Solo nel 2016 a Roma si sono registrati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti e 47 che hanno coinvolto pedoni. Nello stesso periodo, ci sono stati 110 incidenti ogni diecimila spostamenti in bici e 133 incidenti ogni diecimila spostamenti a piedi”

Il risultato di tutto questo è che, tra autobus che prendono misteriosamente fuoco, fermate soppresse dalla sera alla mattina, mezzi vetusti e scioperi continui, sei letteralmente costretto a spostarti in auto, privata o in car sharing che sia. Questo provoca traffico, ingorghi continui e quindi una pessima qualità dell’aria che respiriamo. A spiegare come uscire da questo circolo vizioso è ancora il responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace: «Se Roma vuole incrementare la mobilità sostenibile, deve cominciare a proteggere pedoni e ciclisti dal traffico motorizzato, che nella Capitale risulta aggressivo e troppo spesso mortale» continua Andrea Boraschi. «Roma, inoltre, ha l’obiettivo generale di ridurre l’uso privato della macchina implementando sistemi di pedaggio per la mobilità privata. L’esempio dell’Area C di Milano, per restare al contesto italiano, può essere di immediata ispirazione; stessa funzione possono svolgere le esperienze, in tal senso, di Londra e Stoccolma», conclude. Per Greenpeace, e dovrebbe esserlo per tutti noi, l’obiettivo è chiaro: superare quanto prima la mobilità privata a motore, una mobilità fossile che danneggia il clima e peggiora drasticamente la vita nelle nostre città. Ora tocca a te, come ti sposti normalmente e come funzionano i trasporti nella tua città?

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