StorieViaggi

Il mio Erasmus: curiosità divertenti sui cugini francesi

By luglio 16, 2018 No Comments

Cosa ci fa una conduttrice radiofonica in Erasmus? Beh, sono fortunata perché la radio per cui lavoro appartiene ad una università. Questo significa che, come staff dell’ateneo, posso partecipare al programma di mobilità studentesca dell’Unione Europea. Sì, esattamente lo stesso a cui accedono gli studenti, con borsa di studio e tutto il resto; l’unica differenza è che si tratta di programmi che durano mediamente una settimana.

Palazzo di Chambery

Quanto sono belli i tetti dei palazzi francesi? [foto Maschietta.it]

Il mio Erasmus

Uno dei miei rimpianti è quello di non aver potuto partecipare all’Erasmus durante gli anni da studentessa universitaria: lavoravo già, giocavo a pallavolo ad un buon livello e partire non era pensabile. Così, non appena ho scoperto di avere una nuova chance, l’ho presa al volo! Nel 2017 sono stata a Reykjavik, ospite della University of Iceland, e in Finlandia, nell’Erasmus Staff Training Week organizzata dalla Turku University of Applied Sciences. Sono state due meravigliose esperienze che mi hanno regalato tanto. Nuove competenze, consapevolezza e amicizie. Quest’anno invece ho scelto la Savoia, per seguire un programma intensivo di lingua francese: una settimana a Chambéry, all’Université Savoie Mont Blanc. Furba eh? Come forse sai, appena posso vado verso il Nord e le montagne e così, quando ho visto l’offerta di questo ateneo, ad un passo dal Monte Bianco, mi sono iscritta senza pensarci un solo istante.

colleghe in erasmus

Nuove amicizie in Erasmus: con Maria e Moja dalla Slovenia, Laura dall’Unicusano

Staff language training week a Chambéry

In questa settimana di studio abbiamo lavorato molto, pensa che mi sono ritrovata a fare i compiti a mezzanotte! Il mio francese era veramente ad un livello base (giusto qualche ricordo scolastico) e naturalmente sono stata inserita nel corso per principianti. Le lezioni sono state molto interessanti perché sono sempre partite con il confronto tra noi allievi: con i colleghi dalla Germania, Inghilterra, Finlandia, Slovenia, Belgio, Portogallo, Grecia e Spagna abbiamo scambiato opinioni e confrontato pregiudizi e luoghi comuni sui diversi popoli.

Esercizi di francese

Il mio quaderno di francese. Quanti errori!

 

Le curiosità più divertenti sono uscite fuori dal nostro insegnante, Frédéric Michelland, docente della CILFA (Centre International de Langue Française d’Annecy). Un personaggio! Ha vissuto e lavorato a lungo in Africa e quando ha deciso di tornare a casa sua, l’ha fatto in bicicletta insieme al fratello, prendendosi un anno sabbatico per fare ciò che ama di più: viaggiare e pedalare.

La Francia e i francesi: curiosità divertenti

Ecco dunque quello che Frédéric ci ha raccontato mentre tentava di insegnarci il francese:

  • i francesi non si abbracciano. Te lo aspettavi? Magari si danno due o anche più baci sulle guance per salutarsi ma non si abbracciano, se non tra parenti stretti. Anzi, vivono l’abbraccio come un’enorme violazione della propria persona. La questione dei baci e dei saluti poi è talmente complicata (quanti baci?) che è nato un sito per mappare le abitudini dei nostri cugini d’oltralpe regione per regione.
  • quanti formaggi esistono in Francia? De Gaulle diceva che “è molto difficile governare un Paese che può mangiare un formaggio diverso ogni giorno”: in realtà ha commesso un errore per difetto perché i formaggi francesi sono quasi 400 e non “solo” 365.
  • si può dividere la Francia in 2: quella in cui si usa il burro per cucinare (al Centro Nord) e quella in cui si usa l’olio d’oliva (al Sud)
  • non è vero che i francesi portano il pane sotto al braccio. Su questo Frédéric ed io non eravamo d’accordo perché di francesi con la baguette sotto l’ascella ne ho visti diversi. Tu che ne pensi? Ti è mai capitato di vedere qualcuno con la sua bella baguette sotto braccio?
  • la questione bidet (sì, abbiamo parlato anche di questo): Frédéric ci ha raccontato di come la generazione dei suoi genitori, parliamo quindi di circa 40 anni fa, avesse il bidet in casa. Poi il sanitario è andato lentamente fuori moda fino a scomparire completamente dai bagni d’oltralpe. Nell’albergo in cui ho dormito, ad esempio, c’era una grande stanza con doccia e lavandino e poi un altro bagno, minuscolo, con la tazza. Io l’ho ribattezzata la stanza della vergogna, quella in cui ti rinchiudi quando devi fare qualcosa di brutto… ma si può? Strani questi francesi vero?

La questione del bidet naturalmente non riguarda solo la Francia. Ho vissuto la stessa situazione in Finlandia. Avevo affittato una stanza in un bell’appartamento tramite AirBnB: nel bagno c’era la doccia, il lavandino, una lavatrice ed un’enorme sauna. Nell’altra stanza, minuscola, una tazza per nulla confortevole con un lavandino angolare talmente piccolo da renderne impossibile l’uso, a meno di non allagare il pavimento anche solo per lavarsi le mani. Qualcuno mi spiegherà mai il perché?

Leave a Reply