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Viaggio in Alaska: curiosità, impressioni e marijuana

By novembre 14, 2018 4 Comments

Non solo ghiaccio e neve. L’Alaska è molto altro. The last frontier, lo stato più grande e allo stesso tempo il meno popoloso degli Stati Uniti. Dove si gira con la pistola per difendersi dagli orsi ma anche dove puoi mangiare thailandese o fumare marijuana ovunque tu voglia. Lo immaginavi?

 

L’Alaska è molte cose: è l’ultima frontiera, come si legge sulla targa delle auto, è lo stato più grande e allo stesso tempo il meno popoloso degli Stati Uniti, è quello dove sorge la montagna più alta del Nord America ma è anche quello dove le vecchie auto vengono abbandonate ovunque capiti; dove si va a fare trekking con la pistola perché gli orsi non sempre sono amichevoli e dove trovi ristoranti thailandesi e locali per farti uno spinello praticamente ovunque. In questo post ti racconto un po’ di curiosità che ho scoperto durante il nostro viaggio di 17 giorni in Alaska.

Panorama al Denali National Park & Preserve

Denali National Park & Preserve, Alaska [foto di Maschietta.it]

Denali, una montagna dai molti nomi

Deenaalee, letteralmente “The High One”, è il nome con cui le popolazioni indigene, i Koyukon Athabaskan, chiamavano il monte più alto del Nord America, il cui massiccio domina tutta la zona. Pur se rinominato ufficialmente Mount McKinley nel 1897 in onore del presidente William, gli alaskiani hanno continuato a chiamarlo Denali. Così, nel 2015, il governo statunitense ha deciso di restituirgli anche il nome originale. Chiamalo dunque come ti pare tanto sono sicura che, se riuscirai a vederlo spuntare dalle nubi, ti lascerà comunque senza parole!

Marijuana legale in Alaska

L’Alaska ha legalizzato l’uso ricreativo della marijuana nel 2015. Ogni cittadino sopra i 21 anni può possedere fino a circa 30 grammi della sostanza. Non si può naturalmente guidare dopo il consumo e non è possibile usarla in pubblico. E’ comunque vietato portarla e consumarla all’interno dei parchi naturali così come trasportarla in aereo. Gli alaskiani amano gli spinelli e parlare con loro può risultare a dir poco spassoso. Immagino che fumare marijuana sia anche un ottimo modo per superare la rigidità del clima e in generale una vita decisamente più dura e solitaria che altrove.

Cassette postali in Alaska

Cassette postali in Alaska [Foto di Maschietta.it]

Chi vive in Alaska?

Lo Stato è il meno popoloso degli USA e in effetti è difficile incrociare un alaskiano vero. Molti abitanti provengono da altre regioni del Paese. Tantissimi arrivano dalla California, cosa che mi è sembrata strana se pensi alla differenza tra i due stati. In generale comunque le persone che abbiamo incontrato arrivano in Alaska per la stagione estiva, lavorano nelle attività turistiche e poi vanno a svernare altrove. I personaggi più strani li abbiamo conosciuti al Wrangell-St. Elias National Park: gli abitanti di Kennicott e MacCarthy sembrano usciti da un film sul vecchio West. Lì abbiamo dormito in un lodge immerso nel bosco di proprietà di Brad, un signore dell’Oregon sui 65 anni sempre su di giri per via della marijuana. Con lui vive Jamie, un trentenne della California che si occupa di tutto e rimane a sorvegliare la tenuta anche d’inverno, quando, oltre alla neve, ci sono solo il suo cane e gli orsi a tenergli compagnia. Entrambi fumano tantissimo, ad ogni ora del giorno e della notte. Quando ho chiesto a Jamie di aiutarci ad accendere il fuoco in giardino e lui ha imbracciato una sega elettrica… io ho seriamente pensato che non ne saremmo usciti vivi! Immaginavo braccia e gambe sparse per il giardino, con gli orsi a banchettare sui nostri resti. Un po’ macabro sì ma ti assicuro che il suo sorriso schizzato non era proprio rassicurante. Quando poi ha preso la benzina per accendere il fuoco e si è quasi bruciato un piede pensavo che avrebbe dato alle fiamme tutto il bosco. Per fortuna non è successo nulla di tutto questo e ora ricordiamo le imprese di Jamie ridendoci sopra!

Barbecue in Alaska

Il fuoco acceso da Jamie [Foto di Maschietta.it]

Cosa mangiare in Alaska

Frutta e verdura sono estremamente costose, e nei locali servono solo patate come contorno. Per risparmiare noi ci siamo organizzati facendo la spesa, preparandoci panini a pranzo e cucinando a casa la sera dove possibile. Nei locali, pub e steak house, trovi soprattutto carne (anche di renna), salmone e halibut, cucinati in vari modi. La zuppa del giorno in genere è molto buona. Di salmone non sono ghiotti solo gli orsi ma anche gli alaskiani. Popolo di cacciatori e pescatori, passano molto del loro tempo libero procacciandosi il cibo da soli.

Food Truck a Seward

Food Truck a Seward, Alaska [Foto di Maschietta.it]

Guidare in Alaska

Affittare un auto può essere abbastanza costoso se utilizzi le tradizionali compagnie di noleggio. Facendo un po’ di ricerche on line sono riuscita a risparmiare moltissimo utilizzando www.happytoursusa.com, un comparatore di prezzi attraverso cui effettuare il noleggio. Per un SUV da 7 posti per 17 giorni con la Hertz avremmo speso 2000$, e le altre grandi compagnie avevano prezzi simili. Grazie a questo portale invece ho prenotato l’auto con il gruppo National e abbiamo speso solo 1000$. Un ottimo prezzo no? Talmente buono che non mi sono fidata e così prima di cancellare la prima prenotazione con Hertz ho scritto alla National chiedendo conferma della prenotazione e del prezzo. La cosa più strana è quella che ci è successa al momento del ritiro dell’auto: ci hanno espressamente vietato di portare pesce fresco, magari appena pescato, in auto. Il perché è presto detto.

Pesca in Alaska

Un giovane pescatore a Seward, Alaska. [Foto di Maschietta.it]

Le strade in Alaska non sono molte quindi niente paura, le probabilità di perdersi sono davvero poche. Sono generalmente in ottime condizioni e in più, ogni volta che ti capita di fermarti al lato della carreggiata (magari per scattare una foto) gli altri automobilisti si fermano per chiederti se è tutto ok o se hai bisogno di aiuto. Questo inizialmente mi ha fatto pensare ad una particolare sensibilità, poi ho capito che si tratta di sopravvivenza. Un giorno ci è capitato di incrociare un pulmino di turisti che aveva avuto un incidente ed era uscito fuori strada. Nulla di grave e nessun ferito ma se non si fosse mobilitata una catena di solidarietà da parte degli automobilisti di passaggio, per loro si sarebbe fatta dura. Per vedere arrivare dei soccorsi ci sarebbero volute decine di ore. Ti capita di guidare per lunghissimi tratti di strada senza incrociare nessuno e in molte zone i cellulari non hanno campo quindi, se succede qualcosa, puoi sperare solo nell’aiuto degli altri automobilisti.

Strade in Alaska

Strade in Alaska. Il panorama non manca. [Foto di Maschietta.it]

Quello che non mi è piaciuto dell’Alaska: auto e rottami ovunque

Questa proprio non me l’aspettavo. Ci sono vecchie auto e camion abbandonati ovunque, persino in zone tutelate come i parchi naturali. Ci hanno spiegato che è troppo costoso per chi abita nelle aree più remote smaltirle in maniera corretta. Semplicemente, si lasciano dove si trovano. Questa situazione è particolarmente evidente nel Wrangell St Elias National Park. Arrivare in questo parco è piuttosto complicato: servono oltre quattro ore di viaggio su una strada sterrata e molto accidentata. Così gli abitanti delle cittadine che si trovano al suo interno, McCarthy e Kennicott, preferiscono lasciare le vecchie auto ai lati della strada. Considera che ormai ci sono più rottami che abitanti: uno spettacolo desolante. Stessa situazione nella cittadina costiera di Homer, dove alle auto abbandonate si aggiungono le barche. Ce ne sono talmente tante che è nato un vero e proprio cimitero per quelle che non torneranno più in mare.

Cimitero di barche abbandonate a Homer, Alaska

Barche abbandonate a Homer, Alaska. [Foto di Maschietta.it]

Ed ora che ne pensi, hai messo l’Alaska nella lista dei prossimi viaggi?

In questo caso qui trovi gli altri post che ho scritto: ci trovi itinerario completo, attività e costi sostenuti.

Viaggio in Alaska: Anchorage, Denali National Park e Fairbanks

Viaggio in Alaska. Ghiacciai, orche, orsi e aurora boreale

4 Comments

  • Anna ha detto:

    Decisamente un viaggio in Alaska entra nei miei travel dream dove aver letto i tuoi articoli e visto queste splendide foto!!

  • Alessandra ha detto:

    Interessante e divertente questo post. Mi hai fatto troppo ridere con il racconto del signore con la motosega elettrica che vi ha aiutato ad accendere il fuoco. In effetti diceva essere un po’inquietante!!🤣

    • Misa ha detto:

      Oh credimi, lo era davvero! È uscito completamente fatto dalla reception dove, insieme a Brad, stavano mangiando pizza da asporto, bevendo birra e suonando chitarra e fisarmonica. Gli ho chiesto “Jamie stai bene, ce la fai?” E lui mi ha guardata sogghignando facendomi capire che per lui quello non era nulla di che. Io ho incrociato le dita ma intanto mi sono allontanata di qualche passo mentre prendeva la sega elettrica… già immaginavo i titoli sui giornali: 4 ragazzi italiani fatti a pezzi in Alaska 😂😂

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